Fanghi in agricoltura? (Luca Basetti – 28.10.2018)

In questi giorni ho ascoltato, visto, letto di tutto in merito al provvedimento che il governo ha approvato in
materia di riutilizzo dei fanghi in agricoltura.
C’è chi dice che ora si potranno spandere fanghi industriali inquinanti, perché il limite di concentrazione
degli idrocarburi è stato sensibilmente modificato: notare che questo limite è presente nella norma italiana,
mentre in quella comunitaria non è indicato.
Faccio ora però un ragionamento, forse troppo semplicistico, ma cerco di spiegare a chi ha come
riferimento per questi argomenti tecnici, interlocutori che fanno di mestiere il comico o che peggio ancora
scrivono articoli di giornale non per dare informazione ma per creare lo scoop.
Anzitutto cosa sono i tanto famosi FANGHI: sono ciò che viene prodotto a seguito del trattamento di
depurazione delle acque di scarico che ALTRIMENTI FINIREBBERO IN FIUMI/MARI senza depurazione ed
inquinando ogni ambiente in cui scorrono e confluiscono.
Stiamo parlando delle acque delle reti fognarie delle nostre città, quelle dove scarichiamo ciò che scende
dai nostri lavandini di casa, dalla doccia e dalla vasca da bagno e pure dai nostri wc.
Questi scarichi finiscono nella fogna che porta il liquame al depuratore presente sul nostro territorio.
Qui che succede?
Prima di tutto si separa la parte galleggiante, grossolana attraverso la cosiddetta GRIGLIATURA.
Poi un successivo passaggio è la DISSABBIATURA e DISOLEATURA, si sfrutta il diverso comportamento di
sabbie ed oli, le prime si depositano sul fondo e gli altri galleggiano e tutto questo avviene in vasche
attrezzate poi per estrarli come RIFIUTI.
Siamo già a tre RIFIUTI PRODOTTI e non siamo ancora arrivati ai fanghi: abbiamo eliminato i materiali
grossolani, le sabbie, gli oli ed i grassi E NESSUNO DI QUESTI PUO’ ESSERE SVERSATO IN AGRICOLTURA!
Il processo depurativo procede e si arriva dove c’è la parte di trattamento biologico, significa che dei batteri
disciolti in acqua (nel fango biologico) utilizzano nel loro metabolismo le sostanze inquinanti presenti
nell’acqua fognaria e chiaramente come in ogni metabolismo producono uno scarto che nel successivo
passaggio del trattamento, viene separato per gravità dall’acqua depurata che finalmente può andare a
fiume senza inquinare.
Questo è il FANGO che può eventualmente essere riutilizzato come fertilizzante in agricoltura.
Oppure, smaltito ad esempio in impianti di trattamento rifiuti che lo rendono idoneo al definitivo
smaltimento in discarica/inceneritori.
Questo RIFIUTO ha quindi due possibilità finali:
1 – RIUTILIZZO COME FERTILIZZANTE IN AGRICOLTURA
2 – SMALTIMENTO COME RIFIUTO SPECIALE IN DISCARICA/INCENERITORE
Ma fate bene attenzione a quel che ho scritto sopra, in particolare gli oli ed i grassi sono eliminati prima di
finire nel fango e chi si occupa di queste cose sa benissimo che la presenza di questi composti se non fosse
eliminata prima ed entrasse nel processo biologico produrrebbe danni tali per cui il fango da smaltire
sarebbe l’ultimo dei problemi: QUINDI CARI SIGNORI COMICI/GIORNALISTI, smettete di dire/scrivere che
nei campi ci finirà olio, petrolio, ecc …
SIETE SUPERFICIALI ED APPROFITTATE DEL VOSTRO PULPITO PER DIFFONDERE STUPIDAGGINI INAUDITE!
Ma continuiamo il ragionamento, perché poi c’è pure chi, pseudoesperto ha pure aggiunto che nei campi ci
finirà FANGO INDUSTRIALE.
NON E’ VERO!
I fanghi da processi industriali sono diversi, nemmeno biologici perché per depurare gli scarichi industriali si
utilizzano processi cosiddetti CHIMICO‐FISICI.
Si aggiungono infatti sostanze che hanno capacità di reagire chimicamente nell’acqua da depurare ed
avendo come rifiuto dal trattamento un fango che NON POTRA’ MAI ESSERE UTILIZZATO IN AGRICOLTURA,
non per idrocarburi, ma casomai per la presenza di metalli pesanti.
Non mi dilungo oltre sugli aspetti tecnici, sono 30 anni che mi occupo di queste cose, che cerco di dare un
contributi attivo e pratico alla tutela dell’ambiente e faccio davvero fatica ad accettare la diffusa scienza del
nozionismo senza basi.
Avere modificato la concentrazione di idrocarburi come limite, può sembrare strano, sembra un intervento
banale, ma è stato necessario per sanare una situazione creata con un precedente valore limite, fissato
senza alcun fondamento logico, con il risultato di impedire il riutilizzo dei fanghi ed obbligando allo
smaltimento degli stessi in IMPIANTI DI TRATTAMENTO che chi si indigna ritiene NON SERVANO, perché noi
vogliamo zero rifiuti.
Facciamoci tutti quanti un esamino veloce; se non vogliamo produrre rifiuti dalla depurazione delle acque
di scarico: FERMIAMO I DEPURATORI E SCARICHIAMO DIRETTAMENTE A FIUME.
Se vogliamo che le acque non siano più da depurare: non utilizziamo più nella nostra vita quotidiana,
sapone, detersivi, ma non basta perché anche la polvere di casa che pulisco solo con acqua: diventa acqua
sporca…
E poi… e qui sembrerò volgare, ma non tiriamo più lo sciacquone dopo avere fatto i nostri bisogni…
IMODIUM PER TUTTI!
La conclusione di questo mio ragionamento è molto semplice, approfondiamo gli argomenti, riflettiamo sul
fatto che ogni azione ha una conseguenza, possiamo essere più attenti, dobbiamo essere più coscienti, ma
non accettiamo lezioni da chi vuole fare il primo della classe, ma non ha ancora compreso in quale aula si è
seduto.
A volte mi sembra di avere a che fare con la famosa torre di babele, tutti parlano, ma con linguaggi diversi e
così nessuno ascolta/comprende l’altro, ma dentro se ognuno si convince che ciò che dice è giusto a
prescindere.
Oggi in Italia abbiamo una grande necessità di pianificazione dell’intero ciclo dei rifiuti, politiche di
prevenzione anzi tutto, ma adeguata dotazione di infrastrutture/impianti di valorizzazione/trattamento e
che piaccia o no, pure impianti smaltimento, perché una parte residuale da dover smaltire ci sarà sempre:
nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Oggi c’è necessità di professionalità valide nei ruoli decisionali, gente del settore che sa e comprende, non
esperti di parole e teorici visionari.
Siamo in emergenza rifiuti e le situazioni emergenziali vanno risolte, non accantonate per paura di perdere
consenso elettorale o ancora peggio strumentalizzate oggi, dopo averci “dormito sopra” per anni.
Luca Basetti

N.B.: in alcuni paragrafi, la terminologia utilizzata è volutamente poco tecnica perchè il mio intento era
rendere comprensibile argomenti anche a chi non è “addetto ai lavori”.

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